martedì 19 febbraio 2008
Odori.
Intendiamoci, nulla di nuovo nelle caratteristiche, nei comportamenti umani. E tuttavia, al di là del moralismo, 'est modus in rebus'!
Dover fare campagna elettorale col pesante fardello del fallimentare governo appena caduto, non sarebbe semplice per nessuno. Ma i comportamenti qualificano gli uomini. Qualcuno ha detto che gli uomini non seguono gli uomini, bensì il coraggio. Ed il coraggio si "annusa".
In questo caso, l'odore che si sente, sa di tutto meno che di coraggio.
venerdì 8 febbraio 2008
Costrizioni provvidenziali, e confusioni mistificatrici.
Costrizioni provvidenziali, e confusioni mistificatrici.
Non impressiona particolarmente l'odierno articolo del direttore Mieli sul "Corriere della Sera".
http://www.corriere.it/editoriali/08_febbraio_08/mieli_PD_390732c6-d60d-11dc-88e3-0003ba99c667.shtml
Non impressiona per contenuti e messaggi "forti" (uno soltanto: "bravo Veltroni, Berlusconi prendi esempio!").
Sostanzialmente la struttura dell'articolo è di questo tipo: 1-motivazioni tattiche alla base della scelta del leader del Pd, 2- sostegno alla scelta, sulla base di considerazioni derivanti dalle evoluzioni politiche della storia 'patria' ed europea, 3- rinforzo delle motivazioni ed esortazione 'bipartisan'.
Orbene, stavolta il veleno non è 'nella coda', bensì proprio nel mezzo (del testo).
In buona sostanza, il 'nostro' ci rammenta come in varie occasioni, dall'ottocento ai giorni nostri, protagonisti lungimiranti del campo socialista / laburista europeo abbiano deciso di abbandonare le posizioni più radicali e massimaliste, per mutarsi in ragionevoli ma non 'arresi' riformisti. E questo, entrando in compagini governative di coalizione con soggetti politici di altre tradizione, ottenendo per mezzo di esse miglioramenti percepibili per le classi rappresentate.
Tutto giusto, anche nel ricordare le diverse vicissitudini italiche. Se non fosse per un particolare. Rivelatore. Per dirla con le parole di 'Geronimo', "nonostante gli strappi e gli strappetti di Berlinguer con l'Unione Sovietica, il vecchio Pci non fu capace di costruire ciò che già esisteva in tutta Europa e cioè un grande Partito socialista nel solco tracciato da Willy Brandt e François Mitterrand". Anzi, della centenaria tradizione socialista italiana il Pci ed i suoi eredi sono stati gli eradicatori. Il partito democratico in nessun modo è l'erede della tradizione riformista italiana. E' il concepimento in laboratorio di un innesto di una parte minoritaria del popolarismo italiano (quello di sinistra) nel ceppo (residuale e 'legittimista') della tradizione (post-) comunista. Non si vuole con questo escludere che il nuovo soggetto possa avere un qualche successo; nel panorama politico italiano, caratterizzato da forze politiche che quasi mai sono direttamente riferibili ormai ai grandi filoni tradizionali europei (il popolare, il socialista, il liberale, etc.) ciò è ben possibile, qualora riesca magari ad incarnare una qualche rappresentanza di interessi.
E tuttavia, il ragionamento del Direttore non convince. Convince molto di più la motivazione tattica, nascondere col lampo della novità il disastro del governo Prodi (sino a ieri sostenuto), ed anche quella strategica (cioè che attiene al medio lungo termine, ai fini) che consiste nel ridurre, anche se non azzerare, il potere di condizionamento dell'ala sinistra massimalista sulle future scelte del partito neo-nato.
martedì 5 febbraio 2008
Riflessione.
E' successo tutto in modo rapido. Non inatteso. Ma rapido.
Ora, la "battaglia", poi (speriamo) il difficile!
Per questo, riflessione, messa a punto e, sperabilmente, azione.